La musica dietro lo spettacolo
Cos'è il fado? Una breve storia
Da dove viene il fado, cosa significa la parola, come si è spostato dalle taverne di Lisbona alla lista UNESCO nel 2011 e cosa ascoltare in uno spettacolo dal vivo.
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Il fado è il canto urbano di Lisbona, una voce con accompagnamento di chitarra che ha preso forma nei quartieri popolari della città all'inizio del XIX secolo. L'UNESCO lo ha riconosciuto come patrimonio immateriale nel 2011. La parola è solitamente legata al latino fatum, che significa destino, e molte canzoni giocano su questo doppio significato di destino e canto.
Un canto del destino
Fado è una parola portoghese che significa destino o fato. Wikipedia afferma che probabilmente deriva dal latino fatum, che significa destino, morte o presagio, e che molte canzoni giocano sul doppio significato della parola e del genere. Nell'immaginario popolare, il fado è malinconico, parla del mare o della vita dei poveri, ed è legato alla saudade, il desiderio di qualcosa di perduto. Ma questo è solo una parte. Wikipedia aggiunge che oggi il fado è considerato una forma di canto che può trattare qualsiasi tema, all'interno di una struttura tradizionale.
Come è nato
Nessuno può stabilire con certezza quando è nato il fado. Lo studioso Rui Vieira Nery, citato da Wikipedia, afferma che le uniche informazioni affidabili risalgono al massimo agli anni Venti e Trenta dell'Ottocento. Il Museu do Fado sostiene che sia nato negli ambienti popolari della Lisbona del XIX secolo, al chiuso e all'aperto, nei giardini, nelle strade, nei vicoli e nelle taverne. I primi cantanti erano marinai, bohémien e altri lavoratori. Gli storici hanno proposto diverse origini, e Wikipedia le definisce tutte poco convincenti. Probabilmente è nato da generi più antichi, non da un'unica fonte.
Un incontro di musiche
L'UNESCO descrive il fado come una sintesi multiculturale portoghese. Cita le danze cantate afro-brasiliane, il canto e la danza tradizionali locali, la musica rurale portata dalle successive ondate di migranti interni e i modelli di canto urbano cosmopolita dei primi dell'Ottocento. Questa miscela si addice a una città portuale con marinai, scaricatori e persone in arrivo dalle campagne. Dal punto di vista musicale, Wikipedia osserva che il fado utilizza sia il tempo binario che quello ternario (in stile valzer), e che la musica si ferma alla fine di una frase mentre il cantante tiene la nota.
Severa e la leggenda
Il Museu do Fado definisce Maria Severa Onofriana (1820–1846) uno dei più grandi miti della storia del fado. Cantante morta giovane, divenne protagonista di una storia d'amore con un nobile, il Conte Vimioso, raccontata in un romanzo, A Severa, pubblicato nel 1901. Nel 1931 la storia divenne il primo film sonoro portoghese, diretto da Leitão de Barros. La leggenda è in parte storia e in parte invenzione, ma ha fissato un'immagine duratura del fado: una voce ai margini, che canta d'amore e di sventura.
Dalle taverne ai teatri e alle case
Alla fine del XIX secolo, secondo il Museu do Fado, la strofa di dieci versi divenne la forma poetica stabile del fado, e la chitarra portoghese fu definita la sua compagna. Il fado arrivò anche sul palcoscenico: apparve nelle scene del Teatro de Revista di Lisbona dal 1870. Negli anni Venti e Trenta seguirono la radio, le registrazioni e una nuova regolamentazione dei locali. Negli anni Trenta il fado si ascoltava in modo ritualizzato nelle case di fado, principalmente nel Bairro Alto, e il museo definisce gli anni tra il 1940 e il 1960 i suoi anni d'oro.
Amália, il silenzio e la rinascita
Il Museu do Fado afferma che la diffusione del fado all'estero si consolidò negli anni Cinquanta, soprattutto grazie ad Amália Rodrigues, che rimase la sua stella nazionale e internazionale fino alla sua morte nel 1999. Il museo registra l'ostilità verso il fado negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione del 1974, e il ritorno di uno spazio proprio una volta consolidatasi la democrazia nel 1976. Dagli anni Ottanta è riconosciuto come centrale nella musica portoghese, e negli anni Novanta Mísia e Cristina Branco lo portarono nei circuiti della world music, seguite da Mariza.
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L'UNESCO e la tradizione viva
Nel 2011 l'UNESCO ha iscritto il fado nella sua lista del patrimonio culturale immateriale, la Lista Rappresentativa. L'iscrizione descrive musica e poesia praticate dalle comunità di tutta Lisbona, ascoltate dai professionisti nei concerti e nelle piccole case di fado, e dagli amatori nelle associazioni di quartiere. I cantanti più anziani la tramandano in modo informale, spesso all'interno delle famiglie. Così l'UNESCO annovera la piccola casa di fado tra i luoghi in cui la tradizione vive.
Cosa ascoltare
Ascoltate prima la voce. Il Museu do Fado afferma che la semplicità della struttura melodica del fado valorizza l'interpretazione, perciò è il fraseggio del cantante a portare la canzone. Ascoltate le pause alla fine di una frase, quando il cantante tiene la nota. Poi notate gli strumenti, che sono la chitarra portoghese e una chitarra, e il silenzio nella sala. La poesia di solito parla d'amore, di fortuna, del destino individuale e della vita quotidiana della città, che seguiate o meno il portoghese.
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Domande frequenti
Cosa significa fado?
In portoghese significa fato o destino. Wikipedia lo collega alla parola latina fatum, e molte canzoni giocano sul doppio significato della parola e del genere.
Il fado è sempre triste?
No. La credenza popolare lo vuole lamentoso, ed è spesso legato alla saudade, ma può parlare di quasi qualsiasi cosa all'interno della sua struttura tradizionale.
Quando l'UNESCO ha iscritto il fado?
Nel 2011, nella Lista Rappresentativa del patrimonio immateriale dell'UNESCO.
Fonti